History of Literature







 

Pietro Aretino


"Sonetti lussuriosi"


PART 1, PART 2, PART 3, PART 4, PART 5, PART 6



Illustrations by Agostino Carracci



 


"Lewd Sonnets"


(Sonetti lussuriosi)


 


Artist: Agostino Carracci

b Bologna, 15 Aug 1557; d Parma, 22 March 1602.
Painter, engraver and draughtsman, cousin of Ludovico Carracci. He abandoned his profession as a tailor, which was also that of his father, Antonio, and began training as a painter. According to Faberi, he studied first in the workshop of the painter Prospero Fontana (like Ludovico), then trained under the engraver and architect Domenico Tibaldi and under the sculptor Alessandro Menganti (1531–c. 1594). However, it is likely that Faberi’s account was influenced by his desire to present Agostino’s career as an example of the versatile ‘cursus studiorum’ advocated by the Accademia degli Incamminati. Other sources (Mancini, Malvasia, Bellori) agree that it was his cousin Ludovico who was responsible for directing him towards painting. Only recently has it been assumed that he was a pupil of Bartolomeo Passarotti.

These 20 plates are out of the book „L`ARETIN d`Augustin CARRACHE ou Receuil de Postures Érotiques, d`apres les Gravures a l`eau-forte par cet Artiste célèbre", which was printed 1798 in Paris. This artist was Jacques Joseph Coiny, who lived from 1761 to 1809.


Author: Pietro Aretino

Published: 1798
 

 



Sonetti lussuriosi


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Libro I




IV

Posami questa gamba in su la spalla,
et levami dal cazzo anco la mano,
e quando vuoi ch'io spinga forte o piano,
piano o forte col cul sul letto balla.
E s'in cul dalla potta il cazzo falla,
dì ch'io sia un forfante e un villano,
perch'io conosco dalla vulva l'ano,
come un caval conosce una cavalla.

- La man dal cazzo no levarò io,
non io, che non vo' far questa pazzia,
e se non vuoi così, vatti con Dio.

Ch'el piacer dietro tutto tuo saria,
ma dinanzi il piacer è tuo e mio,
sicché, fotti a buon modo, o vanne via.

- Io non me n'anderia,
signora cara, da così dolce ciancia,
s'io ben credess campari il Re di Francia.




V

Perch'io prov'or un sì solenne cazzo
che mi rovescia l'orlo della potta,
io vorrei esser tutta quanta potta,
ma vorrei che tu fossi tutto cazzo.
Perché, s'io fossi potta e tu cazzo,
isfameria per un tratto la potta,
e tu avresti anche dalla potta
tutto il piacer che può aver un cazzo.

Ma non potendo esser tutta potta,
né tu diventar tutto di cazzo,
piglia il buon voler da questa potta.

- E voi pigliate del mio poco cazzo
la buona volontà: in giù la potta
ficcate, e io in su ficcherò il cazzo;

e di poi su il mio cazzo
lasciatevi andar tutta con la potta:
e sarò cazzo, e voi sarete potta.




VI

Tu m'hai il cazzo in la potta, e il cul mi vedi
e io veggio il tuo cul com'egli è fatto,
ma tu potresti dir ch'io sono un matto,
perch'io tengo le mani ove stanno i piedi.
- Ma s'a codesto modo fotter credi,
sei una bestia, e non ti verrà fatto;
perch'asssai meglio del fotter m'adatto,
quando col petto sul mio petto siedi.

- Io vi vo' fotter per lettera, Comare,
e voglio farvi al cul tante mamine
co le dita, col cazzo, e col menare,

e sentirete un piacer senza fine.
E so ben ch'è più dolce ch'il grattare
da Dee, da Duchesse e da Regine;

e mi direte al fine
ch'io sono un valent'uomo in tal mestiero...
Ma d'aver poco cazzo mi dispero.

 

 
     
         
 

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